30 luglio 2007

Anonymous



Dopo quattro anni dall'uscita dello splendido "Mit Gas" tornano i Tomahawk con un lavoro annunciato da tempo dall'etichetta di appartenenza Ipecac Recordings. "Anonymous" é una raccolta, forse sarebbe meglio dire un omaggio ai canti dei nativi americani, quelli che noi occidentali definiamo come pellerossa. Vista cosí si direbbe che questo é un disco sperimentale, completamente sganciato dai precedenti lavori, peraltro eccellenti. Tremavo al pensiero di ascoltare qualcosa di cosí diverso dalla nostra cultura e di difficile lettura. Invece fin dal primo ascolto devo ammettere che il gruppo capeggiato da Mike Patton, che ha solo aggiunto i testi al contenuto giá registrato, ha costruito un album molto moderno e accattivante, senza cadere nel tranello della cover. Potrebbe sembrare quasi impensabile che si possano rivisitare i veri canti dei nativi d'america in chiave rock, proprio come voleva Duane Denison, il chitarrista e promotore di questo project album, ed invece é sotto gli occhi di tutti... niente é impossibile, alla faccia dei gruppi e interpreti che si riciclano.
Felicemente sbalordito dalla qualitá del prodotto, sottolineo come tutti i 13 brani, nessuno escluso, sono degni di menzione: sono semplicemente avvolgenti, accattivanti, coinvolgenti e incredibili ognuno con la propria matrice ritmica. Sicuramente non é il lavoro piú adatto per affacciarsi sul mondo dei Tomahawk, non é chiaramente un lavoro commerciale, se mai ne abbiano fatto alcuno... in definitiva non siamo di fronte ai Fantomas di Director's Cut dal punto di vista della creativitá schizzoide, ma a qualcosa di piú lineare.
Tanto per incoraggiare, o forse scoraggiare, qualche neofito in materia inserisco il seguente video dal vivo -God Hates a Coward- che ritengo veramente incredibile!

30 giugno 2007

Era Vulgaris



Ultimo lavoro della band di Josh Homme che non ha bisogno di presentazioni. Piuttosto bisognerebbe parlare a fondo di questo nuovo Cd "Era Vulgaris", ben diverso dal favoloso "Songs for the Deaf" e dal precedente "Lullabies to Paralyze", che personalmente mi deluse parecchio. Forse proprio per queste differenze sostanziali a molti non va giú "Era Vulgaris". Personalmente lo trovo accattivante, ben confezionato, splendidamente suonato, diverso... molto diverso... quasi un lavoro commerciale dei Desert Sessions che sono una costola dei QOTSA; peraltro il brano "Make It Wit Chu" qui presente é dei Desert Sessions (Volume 9&10) e viene solamente riarrangiato.
Che piaccia o meno sicuramente é un lavoro audace, per i tempi (musicali) che corrono: pochi rischiano, quasi nessuno crea, molti si ripetono o peggio, copiano.
Era Vulgaris é potente, ben strutturato, con un suono stratificato, ricercato, tutt'altro che lineare.
Inizio l'ascolto dalla terza traccia "I'm Designer" perché le prime due non mi convincono del tutto, anzi "Sick, Sick, Sick" la cancellerei se non fosse per il ritornello. "Misfit Love" e "Battery Acid" corrodono a dovere, per arrivare a "3's & 7's" vero capolavoro, per riff, controtempi e cambi di ritmo che si abbassa con "Suture Up Your Future" dalla struttura piuttosto melodica; ma "River in the Road" ci riporta con la sirena d'apertura, verso sonoritá stile-marcetta. Gran chiusura con "Run, Pig, Run" compendio di questo buon disco.
Mi piace ripetere che i QOTSA non si sono inventati nulla, musicalmente parlando, solo sano vecchio rock&roll!!

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